Stati dell’Io

Stati dell’Io

Definizioni di Berne degli stati dell’Io.

“Uno stato dell’Io si può descrivere fenomenologicamente come un sistema compatto di sentimenti riferito ad un determinato soggetto, e operativamente come un insieme di compatti modelli di comportamenti o pragmaticamente come un sistema di sentimenti che motivano il corrispondente insieme di modelli di comportamento.”

(Eric Berne, Analisi Transazionale e Psicoterapia, Astrolabio)

 

“Il termine “stato dell’Io” va inteso esclusivamente come una designazione degli stati della mente e dei relativi modelli di comportamento come esistono nella realtà.”

(Eric Berne, Analisi Transazionale e Psicoterapia, Astrolabio)

 

Lo stato dell’Io è un sistema coerente di sentimenti ed esperienze direttamente correlati ad un corrispondente sistema coerente di comportamenti.

Ogni individuo ha a sua disposizione un repertorio limitato di stati dell’Io, non “parti” recitate, ma realtà psicologiche. Il repertorio si può suddividere nelle seguenti categorie:

  • stati che ricordano le figure dei genitori,
  • stati rivolti autonomamente alla valutazione obiettiva della realtà,
  • stati che rappresentano delle reliquie arcaiche, stati ancora attivi fissati nella prima infanzia.

(Eric Berne, A che gioco giochiamo, Bompiani, pag 25-26)

Oggetto primario dell’analisi transazionale è lo studio degli stati dell’Io: coerenti sistemi di pensiero e di sensazioni che si manifestano attraverso corrispondenti modelli di comportamento.

(Eric Berne, Ciao… e poi?, Bompiani, pag 18)

 

Il modello degli stati dell’Io Genitore-Adulto-Bambino

 

Gli stati dell’Io sono relazioni oggettuali, cioè sono rappresentazioni interiorizzate di relazioni reali tra il bambino e il genitore o l’adulto che si è preso cura di lui.

Le relazioni che rimangano in memoria sono quelle che hanno avuto un significato affettivo per il bambino.

Se la mamma urla al bambino ogni giorno il bambino divenuto adulto non ricorderà i singoli momenti in cui la mamma ha urlato ma memorizzerà una madre interna che urla e che lo spaventa. Nello stato dell’Io Genitore c’è la mamma che urla; nello stato dell’Io Bambino c’è il bambino spaventato.

La differenza tra l’Analisi Transazionale e la Psicoanalisi è che il Super Io è una generica istanza intrapsichica che critica e condanna; lo stato dell’Io Genitore è una persona reale di cui, come dice Berne, abbiamo l’indirizzo e il numero di telefono – è osservabile. L’importanza di ciò è che il terapeuta pone attenzione alla vita reale del soggetto.

Uno stato dell’Io è un insieme di pensieri, emozioni e comportamenti tra loro collegati. Gli stati dell’Io sono tre:

Adulto: fenomenologicamente è caratterizzato da un insieme autonomo di sentimenti, pensieri e modelli di comportamento che risultano appropriati alla realtà del momento – la funzione operativa dell’Adulto è l’elaborazione logica dei dati;

Genitore: fenomenologicamente è un insieme di sentimenti, pensieri e modelli di comportamento incorporati dall’esterno. Le funzioni operative del Genitore sono: Il Genitore Normativo ed il Genitore Affettivo.

Il Genitore Normativo si manifesta con un insieme di atteggiamenti o messaggi di natura proibitiva o imperativa, i quali possono essere sintonici o distonici con i bisogni e i vissuti del Bambino;

Il Genitore Affettivo si manifesta con un insieme di atteggiamenti o messaggi di natura permissiva che possono o no essere utili per il Bambino.

Le funzioni operative dello stato dell’Io Genitore possono rivolgersi verso un’altra persona, nel qual caso si parla di Genitore Attivo, oppure, sotto forma di dialogo interno, allo stato dell’Io Bambino, nel qual caso si parla di Genitore Influenzante.

Berne parla di Genitore Nutritivo e Genitore Critico. Il Genitore Nutritivo è l’insieme delle polarità positive del Genitore Normativo e del Genitore Affettivo; il senso è che il bambino viene nutrito, incoraggiato nel suo sviluppo.

Il Genitore Critico è il versante negativo del Genitore Normativo ed Affettivo; questo aspetto blocca il processo di sviluppo. Di solito tutti possediamo un po’ di entrambi sarà il peso emotivo dei due aspetti e la capacità elaborativa del soggetto a determinarne gli esiti.

Il Bambino: fenomenologicamente è un insieme di sentimenti, pensieri e modelli di comportamento che risalgono alla nostra infanzia individuale – il Bambino Adattato e il Bambino Libero sono le due funzioni operative della struttura fenomenologica del Bambino.

Nel Bambino Libero troviamo il nostro Vero Sé, la parte creativa, intuitiva; il nostro potenziale, la capacità di intimità, di sperimentare la gioia ed il piacere del gioco. Troviamo anche il versante “demoniaco”, ossia comportamenti impulsivi che possono essere distruttivi per sé e per gli altri. Lo sviluppo del Bambino dipende dalla relazione con il Genitore.

Il Bambino Adattato può assumere due forme: quella positiva che si esprime come capacità di adeguarsi alla realtà tenendo conto dei propri bisogni e desideri; quindi acquisendo l’abilità di trovare soluzioni alternative; e quella negativa cioè attraverso la strutturazione di comportamenti di ribellione o di sottomissione che esprimono:

– l’incapacità di trovare soluzioni sempre nuove

– ed il fissarsi in schemi stereotipati di comportamento.

In questo caso la persona si trova in continuo conflitto e\o sotto l’influenza dello stato dell’Io Genitore.