I giochi psicologici

I giochi psicologici

Berne osservò che gli uomini elaborano determinati modi per strutturare il tempo e soddisfare il bisogno di stimolazione o fame di carezze.
Berne va oltre la concezione intrapsichica della psicoanalisi del suo tempo. L’uomo è alla ricerca di evitare l’angoscia. L’angoscia compare quando siamo da soli con noi stessi, quando percepiamo la nostra finitezza ma anche quando ci stiamo approssimando ad una nuova esperienza. L’angoscia è il segnale che c’è qualcosa che ci spaventa, di cui abbiamo paura o terrore. L’angoscia appare infatti nei momenti di grande trasformazione interiore perché questa implica il cambiamento delle strutture precedenti. C’è bisogno di prevedibilità e bisogno di cambiamento, l’equilibrio tra i due non è facile. La vita è un continuo processo in cui costruiamo modi di accogliere sempre più ciò che esiste ed elaborarlo. Questo processo muove dal bisogno di sentirci parte della vita di sviluppare un sentimento di appartenenza che è la base per l’esplorazione. Se l’appartenenza diviene una prigione allora la nostra possibilità di svilupparci si riduce perché prevale il bisogno di sicurezza, di mantenere l’omeostasi del sistema.
Berne sottolinea la natura relazionale dell’uomo, e come le relazioni introiettate sono la matrice relazionale che si esprime attraverso le relazioni con gli altri.
Se la nostra mente è un insieme complesso di relazioni che divengono la mappa attraverso la quale interpretare e vivere la vita allora le nuove relazioni divengono la possibilità di modificare ed ampliare tale mappa.
Berne ha osservato che quando non abbiamo il tempo strutturato sale o quando siamo in una situazione nuova sale l’angoscia e in questo stato è possibile che attingiamo ad antichi schemi per risolvere lo stato emotivo sgradevole.
Una di queste strategie è il gioco psicologico.
Eric Berne definì il gioco in diversi modi:
come <<una serie continuata di transazioni complementari ulteriori, che tendono a un tornaconto ben definito e prevedibile>>;
“Un gioco è una serie progressiva di transazioni ulteriori complementari rivolte ad un risultato bene definito e prevedibile….il gioco è fondamentalmente sleale e la conclusione ha un elemento drammatico e non semplicemente emozionante.”;
“I giochi sono una serie di transazioni ulteriori di tipo ripetitivo che comportano un ben definito tornaconto psicologico.”.
Uno dei modi per esaminare il gioco è la formula del gioco psicologico.
Gancio+ anello = risposta – scambio – momento di sorpresa X – T tornaconto psicologico.
Dal 1968 con lo studio di Karpman sul triangolo drammatico, i giochi sono riconducibili ad una matrice di fondo dove i protagonisti possono assumere il ruolo di Salvatore, Persecutore, Vittima.
Ci sono molti modi di analizzare i giochi, il più usato, per illustrare la dinamica relazionale, è quello del “Triangolo Drammatico” di Karpman.
Secondo Karpman i giocatori, pur ignorando di assumere di volta in volta il ruolo di Persecutore, Salvatore e Vittima, saltano dall’uno all’altro secondo l’andamento del gioco o il successivo passaggio a giochi diversi. Di solito ognuno ha un ruolo preferito e passa la maggior parte del suo tempo ad esercitarlo.
Schematicamente si può sintetizzare così:
P = Persecutore (Genitore Normativo Negativo)
S = Salvatore (Genitore Affettivo Negativo)
V = Vittima (Bambino Adattato Negativo), è un ruolo complementare a quelli del Persecutore e del Salvatore.
Dopo Berne l’Analisi Transazionale è evoluta con una maggiore attenzione agli aspetti emotivi e corporei nell’approccio al paziente e nell’integrazione con altre psicoterapie (Gestalt, bioenergetica, ipnosi Eriksoniana, ecc.) focalizzando l’attenzione sugli stati dell’Io Bambino e Genitore, oltre che sull’Adulto.
Negli ultimi anni la Scuola Romana di Analisi Transazionale (Carlo Moiso e Michele Novellino entrambi insigniti del Premio Eric Berne) ha recuperato le radici psicoanalitiche di Berne. In questa prospettiva il gioco psicologico è assimilato al concetto di difesa psicoanalitico. Quando la persona sta per entrare in contatto con un vissuto spiacevole, si difende innescando una serie di manovre relazionali che conducono al gioco psicologico.
Il bisogno di organizzazione insito nel sistema uomo si esplicita per Berne, ad un livello meta, nella costruzione di un copione, come quelli teatrali. Il gioco ha la funzione di rinforzare il copione.